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I castorini: chi sono, cosa fanno e l’uniforme dei castorini

Chi sono i castorini?

I castorini sono gruppi composti da bambini e bambine dai 5 ai 7 anni che vivono in un clima di gioia, affetto e tranquillità i giochi e le esperienze che i Vecchi Castori (i Capi) propongono loro.

Ogni Colonia (così si chiamano i gruppi di castorini) ha un proprio Branco/Cerchio di riferimento, in cui i castorini entreranno dopo la grande nuotata (passaggio), e di fatto ogni Colonia è associata ad un gruppo AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) viene vista come una quarta branca in tutto e per tutto rientrante nel Progetto Educativo di Gruppo.

Cosa sono i castorini?

Come in Agesci anche nei castorini c’è un ambiente fantastico, in cui sono inserite tutte le attività. Questo ambiente fantastico racconta di una colonia di castorini che vive insieme intorno alla diga. Il racconto è molto semplice e privo di specifici contenuti morali, e permette l’utilizzo di qualsiasi altra ambientazione. A questa età, infatti, il bambino ama spaziare da un mondo all’altro senza limiti. In ogni caso è sempre e comunque il racconto che si adatta all’attività e non viceversa.

I passaggi della progressione personale sono 5 e sono identificati con le code di castoro di colori diversi; questi non hanno l’aspetto di “passaggi al merito” ma avvengono in modo naturale per età e tutti insieme.

Il cammino del castorino termina con la “grande nuotata”, una cerimonia che simboleggia il passaggio alla branca L/C.

I castorini hanno una legge e un motto?

I castorini, come qualsiasi scout, si impegnano a rispettare un patto, una legge e un motto.

La LEGGE: “Il Castorino è felice perchè è operoso ed è amico di tutti”

Il PATTO: “Prometto di essere amico di Gesù, di amare tutti e di fare bene ogni cosa”

Il MOTTO: “Insieme”

Dove trovo i castorini?

Devi consultare la mappa presente qui

Ma i castorini hanno l’uniforme?

Si certamente ed è un simbolo di fratellanza universale tra gli Scout di tutto il Mondo e testimonianza di appartenza alla grande Famiglia degli Scout. Qui sotto trovi l’immagine dell’uniforme completa dei castorini.

Lo sapevi che su Scout.coop trovi anche il cappellino estivo dell’uniforme dei castorini?

Finalmente…Scout.coop

Finalmente il 1 novembre scorso è nata!

La gestazione è stata lunga ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

L’abbiamo chiamata SCOUT.COOP.

Scout.coop non sarà più solo un sito di e-commerce ma anche una società cooperativa nata dalla fusione delle cooperative scout Il Gallo e Stella Alpina Italiana.

Scout.coop sarà la nuova cooperativa di riferimento per gli scout Agesci di Emilia Romagna, Toscana e Sardegna e crediamo abbia tutte le carte in regola per diventare anche un nuovo riferimento per gli appassionati di trekking e di outdoor, per le parrocchie, per le associazioni escursionistiche ed educative.

Sei spacci accessibili ai soli soci Agesci (Piacenza, Parma, Modena, Cesena, Forlì e Rimini) e quattro negozi aperti al pubblico: Bologna, Firenze, Russi (RA) presso la Bottega di Villaggio Globale e Cagliari, presso la libreria diocesana sant’Eusebio.

Un sito di e-commerce con oltre 1.000 prodotti in vendita, quasi 40.000 associati Agesci serviti, oltre 1.200.000 € di fatturato, quasi 500 soci… questi sono alcuni dei nostri numeri.

La nostra missione sarà quella di sostenere e affiancare gli scout Agesci di Emilia Romagna, Toscana Sardegna fornendo loro quanto necessario per le loro attività. Cercheremo di selezionare e commercializzare prodotti per l’escursionismo, la vita all’aria aperta e le attività scout che abbiano un buon rapporto qualità prezzo e che siano realizzati secondo principi etici, nel rispetto del lavoratori e dell’ambiente, favorendo, quando possibile, ciò che è realizzato in Italia.

Le prossime settimane saranno ricche di novità, nuovi prodotti e promozioni, quindi continuate a seguirci sulle nostre pagine social.

Scout.coop… siamo scout, siamo cooperativa.

Tempo di passaggi, di accoglienza e di cerimonie

L’inizio dell’anno scout è tempo di passaggi, di nuovi ingressi e per qualcuno di Partenza.

Scout.coop offre un vasto assortimento di idee regalo e simboli per accogliere i nuovi arrivati e per salutare chi se ne va.

La forcola ad esempio: il simbolo per antonomasia della partenza. Simboleggia la strada che si biforca, il momento delle scelte, da appuntare al  maglione o sul fazzolettone.

L’accetta: il simbolo della capacità di farsi strada con autonomia. La Bibbia che testimonia la scelta di fede.

Quaderno di traccia: uno dei più bei libri sullo spirito della Branca Rover e Scolte e Stella in Alto Mare un libro senza tempo scritto da una delle più importanti figure dello scoutismo francese

I quaderni di caccia e non solo, utile strumento dove tenere appunti, canzonieri, preghiere.

Le spille dei personaggi giungla e bosco

Le thshirt etiche serigrafate dalla Coop Sociale Lavoro Con

Augusto: semel scout, semper scout

Condividiamo in questo spazio il ricordo di Augusto Baietti: due brevi scritti di Virgilio Politi e Paolo Zoffoli per onorare la persona, la memoria e l’essere scout di Augusto Baietti.

La chiesa parrocchiale di Sant’Agostino in San Lazzaro di Savena, in occasione dell’ultimo saluto ad Augusto Baietti tornato alla Casa del Padre, era piena di tantissime e commosse persone. Tantissimi scouts di tutte le età hanno evidenziato come l’essere scout è stato un elemento caratterizzante e qualificante della vita di Augusto. Entrato negli scouts nel Bologna 5 quando ancora era ASCI, ha vissuto con entusiasmo la sua esperienza giovanile per poi mettersi al servizio come Capo. Nella sua vita di Capo ha vissuto l’esperienza dolorosa della perdita del fratello Giorgio, morto durante un incidente nell’uscita in cui erano insieme.

Sempre nell’ASCI ha ricoperto diversi ruoli di quadro come Commissario provinciale di Bologna (Responsabile di zona diremmo oggi) per poi succedere a Samuele Andreucci come Commissario (Responsabile) regionale dal 1967 al 1970. Nel periodo successivo visse gli anni di contestazione delle strutture associative ma continuò a svolgere questo servizio, pur senza avere l’investitura formale, dentro la “Pattuglia
regionale” eletta dall’Assemblea dei Capi, traghettando così la regione fino all’ultimo periodo prima della nascita dell’AGESCI. Nel 1973 gli subentrò Sergio Tassinari che venne eletto “ufficialmente” Commissario regionale a seguito della reintroduzione di questo ruolo e che gestì il processo di unificazione ASCI-AGI che nel 1974 portò la nascita dell’AGESCI.
Conclusa l’esperienza di quadro associativo, viene assorbito dagli impegni di famiglia come padre di quattro figli e da una apprezzatissima attvità professionale, ma pur non avendo più un ruolo pienamente attivo, mantiene uno stretto legame con lo scautismo fornendo un supporto e un aiuto in tante iniziative e realizzazioni.

Lo ricordiamo come tra i fondatori della Cooperativa scout “Il Gallo” in cui si è impegnato in diversi ruoli nella fase di avvio e sviluppo, fornendo un importante supporto nella realizzazione della nuova sede di via Rainaldi in Bologna. Persona dinamica e propositiva, si è fatto coinvolgere in progetti di solidarità a favore dei bisognosi ispirato all’insegnamento evangelico delle Beatitudini «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Augusto era una persona con una fede in Dio profondissima, trasmessa dai genitori e resa solida attraverso una spiritualità alimentata dalla Preghiera e dallo studio della Parola, che gli ha permesso di dare al proprio agire chiarezza e determinazione, in una ottica di testimonianza cristiana. Significativo è stata la lettura al termine della Santa Messa da parte della figlia Paola, della lettera di una sua amica suora con cui aveva uno stretto rapporto di amicizia che, non potendo essere presente, ha voluto ringraziarlo pubblicamente per la testimonianza di vita cristiana che ha saputo offrire. Gli amici e le persone che lo hanno conosciuto, ne hanno apprezzato la serietà, l’affidabilità e quel suo modo fatto di allegria e semplicità. “Lo scout considera suo onore meritare fiducia” dice il primo articolo della legge scout e di fiducia ne ha saputo meritare sempre tanta. “Lo Scout è sempre pronto a servire il prossimo” dice il terzo articolo dela Legge scout e Augusto non si è mai tirato indietro quando bisognava dare una mano per aiutare qualcuno in difficoltà. “Lo scout è amico di tutti e fratello di ogni altro scout (e guida)” dice un altro articolo della Legge scout e Augusto è sempre stato un amico sincero e leale con tutti e ha particolarmente sentito forte la fratellanza che lega tutti gli scout e le guide. Se era molto facile relazionarsi con lui, non sempre era facile seguirlo nelle sue iniziative perchè, da inguaribile ottimista quale era, per lui non esistevano problemi irrisolvibili o difficoltà insuperabili, e togiere IM alla parola IMPOSSIBILE, come viene rihiesto ad uno scout, per lui era la cosa più natuale e ovvia che ci fosse. Certo a volte questo suo modo di operare sembrava più incoscienza che coraggio, ma alla fine con quel suo onnipresente sorrisetto ti faceva capire che ancora una volta il suo approccio era stato vincente.

Bisogna riconoscergli di essere riuscito a dare alla propria vita la concretizzazione del motto“Semel Scout Semper Scout “ (in italiano Scout una volta, Scout per sempre, in inglese Once Scout, Forever Scout) che indica come chiunque abbia pronunciato la Promessa Scout resterà Scout per sempre.

Quello che stupisce della vita di persone come Augusto è come la loro straordinarietà venga da loro vissuta come totale normalità e come nonostante successo e prestigio acquisito non venga mai meno l’umiltà e la semplicità nei rapporti interpersonali. Tornando a casa in auto con una persona cresciuta nell’ambito della “Comunità della Ponticella” di cui Augusto era stato tra i promotori, ad un certo punto dei nostri discorsi sulla nostra vita mi ha detto: “se riuscissimo a vivere almeno una parte della vita di come è stata vissuta da Augusto sarebbe sicuramente una vita ben vissuta”. Ecco nel salutare e ringraziare Augusto per quello che ci ha offerto e testimoniato, non possiamo che ricordarci che “per uno scout e guida” vivere una buona vita, con semplicità e umiltà, mettendo a disposizione degli altri i nostri talenti, grandi o modesti che siano, è l’obiettivo da perseguire. Ciao Augusto! Virgilio Politi © 2019

Il ricordo di Augusto Baietti scritto da Paolo Zoffoli

Ciao Augusto.
Ieri, quando in tanti ti hanno salutato nella tua chiesa, ho ricordato le prime occasioni di incontro tra noi, alla fine degli anni 60. Eravamo in mezzo ad un altro cambio d’epoca: per noi, per la società, per la Chiesa ed anche per la nostra Associazione (allora l’ASCI).
Erano tempi di travaglio, di novità incalzanti che mettevano fuori fuoco idee e posizioni fino ad allora vissute con sicurezza e solidità: tempi di post-Concilio, di rivoluzioni sociali, di radicali modifiche -etiche e non solo- del sentire comune. Anche in Associazione vivemmo forti conflitti perfino con rotture di amicizie personali e fratture che non sono forse completamente risolte neppure dopo 50 anni.
Non eravamo, allora, dalla stessa parte. Le sintonie erano diverse e non solo per la differenza di età; io avevo 20 anni e tu -persona già matura- forse per l’esperienza e le frequentazioni tue con persone davvero “profetiche” sapevi intuire meglio di tanti di noi i segni dei tempi che stavano cambiando. Ricordo di allora il tuo stile di essere, come persona e come capo nella regione: quanto ti stesse a cuore adoperarsi perché le diverse idee e opinioni fossero prima rispettate, quindi motivate e comprese da ciascuno.
Pur con una tua personale visione delle cose -in città o in regione come nel gruppo e in Squadriglia – ci hai insegnato, nel servizio a tutti come responsabile, ad avere nel cuore ciascuno e a sentirti parte diognuno di noi.
Ogni idea ogni punto di vista merita il rispetto e, per il servizio di responsabilità e cura che stavi vivendo, era tuo dovere farle comprendere anche a chi dissentiva senza per questo rinunciare all’esercizio delle scelte, nella responsabilità e con la sapienza dell’equilibrio, del buon senso. Quando in chiesa d. Giovanni ti ha ricordato come “costruttore di pace” forse intendeva proprio questo: hai sempre avuto cura, con pazienza ma senza incertezze, di promuovere la composizione dei conflitti sforzandoti di trovare ed indicare agli altri quanto di positivo poteva essere accettabile
anche da chi era di parere diverso.
Ora sei in compagnia di Giovanni Catti (che tanto ti è stato amico) insieme a Enrico Dalmastri, don Nunzio Gandolfi e ai tanti e tante con i quali, attraverso molti servizi, hai voluto bene allo scautismo della tua città e della nostra regione.
Tutti ti hanno e ti abbiamo stimato sempre, al di là delle diversità del momento, per la lealtà e la fiducia che sapevamo poter riporre in te sapendo che ci avresti sempre considerati come “tuoi” ed avresti fatto per noi il miglior bene possibile.
Grazie Augusto.

Il guscio versatile attento alla sicurezza Regatta Montegra II

Scout.coop continua la collaborazione con l’azienda Regatta di Manchester.

Regatta è un’azienda inglese, fondata nel 1981, che produce abbigliamento e accessori per la vita all’aria aperta con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Oltre al marchio Regatta Great Outdoors possiede i marchi Craghoppers, reso famoso da Bear Grylls, attuale Capo Scout dell’associazione scout inglese, e Dare2b.

Regatta adotta una rigorosa politica etica fatta di rispetto dei lavoratori, riduzione dell’impatto ambientale, utilizzo di materiali sostenibili e di sostegno di progetti sociali. L’intera filiera produttiva, fornitori compresi, sono monitorati e coinvolti. Per saperne di più.

Uno dei prodotti più interessanti dell’ultima stagione è il guscio Montegra II.

E’ un guscio realizzato in tessuto elasticizzato in poliestere ripstop isotex impermeabile (10000 mm colonna acqua) e traspirante.

Su petto, cappuccio e maniche sono posti dei pannelli elasticizzati riflettenti per una migliore visibilità.

Le cuciture sono nastrate, il cappuccio è rinforzato e munito di visiera e regolatori, la zip anteriore è munita di pattina frangivento interna e proteggi mento, le maniche sono sagomate per garantire massima libertà di movimento. Sono presenti due tasche inferiori e due tasche pettorali con cerniere idrorepellenti.

Disponibile su scout.coop sia nella versione da uomo che da donna.

Vedi la recensione sul nostro canale youtube.

Libri letti per voi…le nostre proposte

Scout.coop dispone di una ricca sezione Editoria e mette a disposizione dei suoi clienti una selezione di pubblicazioni appositamente pensata per capi scout, escursionisti, camminatori, educatori e animatori di gruppi parrocchiali.

Editoria scout

Abbiamo tanti libri sullo e per lo scautismo: scritti di Baden-Powell, manuali tecnici e metodologici, libri storici e biografici. Da alcuni mesi abbiamo iniziato una collaborazione con la Pattuglia del Kraal che ci ha permesso di avere a catalogo alcune delle loro introvabili ristampe.

Guide escursionistiche

Abbiamo selezionato le guide monografiche sui lunghi cammini edite da Terre di Mezzo, la casa editrice nata dall’omonimo giornale di strada, e le guide sull’escursionismo consapevole edite da Ideamontagna.

Cartine

Abbiamo sempre a disposizione le carte escursionistiche dell’intero Appennino Emiliano Romagnolo, ma non solo. Se non trovate quello di cui avete bisogno, contattateci.

Qiqajion

Abbiamo selezionato alcuni libri della casa editrice della Comunità di Bose, utili per la riflessione personale, la crescita nella fede o l’organizzazione di percorsi comunitari.

Narrativa per riflettere

Spesso il camminare, il contatto con la natura sono occasioni per andare alla ricerca di sé, per cercare di dare risposte alle domande fondanti della propria esistenza. Abbiamo selezionato alcuni dei saggi più belli in cui esploratori, avventurieri, sportivi e semplici camminatori raccontano la loro esperienza di ricerca.

Le nostre video recensioni

Da alcune settimane il  nostro canale youtube si è arricchito di una nuova playlist: brevissime videorecensioni che potranno aiutarvi ad orientarvi nella ricerca dei libri che fanno al caso vostro. Iscrivetevi per essere sempre aggiornati su tutte le nostre novità.

Testa o cuore?
L’arte del discernimento
di Gaetano Piccolo
ed. Paoline Editoriale Libri, pagine 80

Un agile sussidio sul discernimento ispirato agli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Il testo si presenta come un’occasione favorevole per mettere ordine nella propria vita, invitando pensieri e sentimenti a fare pace tra loro. Un cammino in cinque tappe per diventare più consapevoli di quello che si muove dentro. Ogni tappa/incontro offre indicazioni concrete per conoscersi meglio e spunti biblici per pregare, riflettere e percorrere le vie nuove indicate dallo Spirito. Un percorso utilizzabile sia dai singoli, sia dai gruppi che vogliono strutturare un cammino comunitario.

Quaderno di traccia – Pattuglia del Kraal, pagine 240 – Anonimo

Quale rover o scolta non conosce la preghiera Signore insegnami la route?

“Signore, insegnami la route:
l’attenzione alle piccole cose;
al passo di chi cammina con me
per non fare più lungo il mio;
alla parola ascoltata perché non sia dono che cade nel vuoto…”

Ma in quanti ne conoscono l’origine?

Il Quaderno di traccia fu pubblicato la prima volta dalle edizioni Ancora nel 1969 per la Pattuglia Nazionale Scolte dell’AGI.

Oggi, grazie alla Pattuglia del Kraal è stato ristampato. Rimane uno dei più bei testi sullo scoltismo, sotto forma di diario, propone ai lettori una serie di riflessioni, di preghiere, di meditazioni sul servizio e sulla vita personale e cristiana. Non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni capo clan e capo fuoco, un regalo per i ragazzi e le ragazze degli ultimi anni di clan.

Orienteering

Elementi di orientamento e topografia per escursioni, alpinismo, trekking, survival, soft air e corsa d’orientamento- di Enrico Maddalena – ed. Hoepli, pagine 240

Una delle guide più complete e chiare in ambito topografico. Destinato a chi si muove in ambiente naturale, approfondisce le diverse tecniche di orientamento, da quelle classiche all’uso del GPS, al rilievo cartografico per la produzione di mappe di piccoli e grandi spazi. Una parte è inoltre dedicata all’orienteering. In ogni capitolo inoltre, sono proposti numerosi esercizi, di cui è fornita la soluzione. Al testo sono allegati: due carte topografiche sulle quali svolgere gli esercizi; un lucido che contiene un goniometro, un coordinatometro e diversi scalimetri; un utile CD-ROM, nel quale apposite animazioni interattive spiegano le varie tecniche e l’uso degli strumenti.

Manuale di arte scout

di Marco Bernardini ed. Scout Fiordaliso, pagine 432

Contiene una panoramica delle tecniche della tradizione scout che vanno dalla topografia alla pionieristica, dal pronto soccorso alla segnalazione.Seconda edizione riveduta e ampliata con nuovi materiali.Adatto non solo agli esploratori e alle guide ma anche a tutti gli appassionati di vita all’aria aperta e di tecniche di sopravvivenza e trappeur.

L’arte di fare lo zaino

di Andrea Mattei ed. Ediciclo, pagine 142

Camminare è l’arte di togliere. Togliere peso ai pensieri e liberarsi della zavorra che ci lega alla vita di tutti i giorni. Il pellegrino lascia a casa il superfluo per mettere nel suo zaino solo lo stretto necessario. Se si sbircia nello zaino del viandante saranno proprio gli oggetti, la loro scelta e la loro disposizione, a raccontare l’identità del loro proprietario, dando vita a una personalissima biografia. In appendice i consigli per preparare lo zaino di Fabrizio Ardito, Enrico Brizzi, Roberta Ferraris, Luca Gianotti, Luigi Nacci, Paolo Rumiz.

Gesù educa alla fede

di Enzo Bianchi – ed. Qiqajon, pagine 16

Agile sussidio di Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose. L’autore offre spunti sull’educazione alla fede invitando il lettore ad assumere la stessa pedagogia vissuta da Gesù. Infatti Gesù è stato e resta un pedagogo, un iniziatore alla fede. Occorre che i cristiani guardino a lui non solo come modello di vita ma anche come educatore alla fede, nella convinzione che c’è in Gesù un’arte nell’incontrare l’altro, nel comunicare con l’altro, nel tessere con l’altro una relazione. Utile per educatori e capi scout.

Aquile Randagie, il film: dove vederlo e quali libri per approfondire

Dal 30 settembre al 2 ottobre al cinema anche in Emilia-Romagna

Dove trovarlo al cinema

Bologna

Cinema BELLINZONA
Lunedì 30set ore 18:45 – 21:00
Martedì 01ott ore 20:30
Mercoledì 02ott ore 20:30 – Evento formativo per i capi della Zona di Bologna

Cinema GALLIERA
Lunedì 30set chiuso
Martedì 01ott ore 19:00 – 21:30
Mercoledì 02ott ore 18.30 – 20.30

Cinema ORIONE
Lunedì 30set 17:30 – 19:15 – 21:00
Martedì 01ott 17:30 – 19:15 – 21:00
Mercoledì 02ott 17:30 – 19:15 – 21:00

Ferrara

Cinema Don Zucchini alle ore 21 del 30 settembre, 1,2,3 ottobre

Modena

Cinema Raffaello alle ore 20.30 del 30 settembre, alle ore 17 e alle 20.30 del 1,2 ottobre

Faenza

Cinema Europa ore 18 del 1 ottobre e ore 19 e ore 21 del 2 ottobre

Ravenna

Cinema Jolly, 30 settembre, 1,2 ottobre

Dopo alcuni anni di gestazione, occorsi per raccogliere i fondi necessari alla produzione, finalmente, il prossimo 30 settembre, uscirà nei cinema di tutta Italia il film dedicato alle Aquile Randagie, già presentato in anteprima lo scorso 22 luglio al Giffoni Film Festival.

Il film verrà distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà ed è stato prodotto da Finzioni Cinematografiche con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. La regia è stata curata da Gianni Aureli, cineasta al suo esordio e capo scout che, ne è stato anche il principale promotore.

Sinossi ufficiale

Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l’associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base per campi e uscite clandestine. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia, arrivando a pestare a sangue Kelly, che perde l’uso di un orecchio. Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad alcuni docenti del collegio San Carlo di Milano, le Aquile Randagie entrano a far parte di OSCAR – Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati. Insieme combatteranno il regime prima con beffe plateali, poi con azioni mirate che permetteranno di far superare il confine italiano e raggiungere la Svizzera a più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque avesse bisogno di fuggire le persecuzioni, e una probabile morte. Alla fine della guerra, clamorosamente e con coerenza, le Aquile Randagie tuteleranno tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani, chiedendo per loro una giusta pena con un processo giusto.

Locandina Film Aquile Randagie

Tramite la pagina ufficiale potrai esprimere il tuo interesse alla visione del film contribuendo così all’individuazione delle sale cinematografiche in cui verrà proiettato, inoltre potrai chiedere di poterlo vedere con il tuo gruppo scout.

Se sei interessato ad approfondire la storia delle Aquile Randagie nella sezione editoria di Scout.coop puoi trovare diversi libri dedicati alle loro vicende, te ne segnaliamo alcuni.

Le aquile randagie
Scautismo clandestino lombardo nel periodo della giungla silente 1928-1945
di Carlo Verga, Vittorio Cagnoni

ed. Nuova Fiordaliso, pagine 224

Possiamo definire questo libro come la guida ufficiale delle Aquile Randagie, una guida meditata, fatta di ricordi ma anche di rigore storico. Il libro nasce dalla collaborazione fra Carlo (Carletto) Verga, che fu aquila randagia e visse in prima persona alcune delle vicende raccontate e Vittorio Cagnoni che potremmo ormai definire come uno dei maggiori cultori della storia dello scautismo italiano di quel periodo.

L’inverno e il rosaio
Tracce di scautismo clandestino
di AA.VV.

ed. Tipografia Piave, pagine 168

Se il libro precedente era la guida ufficiale L’inverno e il rosaio è il diario dei protagonisti.

Curato da Arrigo Luppi, anch’esso aquila randagia, fu pubblicato per la prima volta negli anni ’80 da Editrice Ancora, fino a diventare introvabile. Finalmente, qualche anno fa, è stato ripubblicato da Tipografia Piave.

E’ un racconto corale, ricavato da stralci di lettere, diari e appunti. I protagonisti raccontano in prima persona, con le parole e le emozioni di allora. Indispensabile per fare memoria.

Giulio Cesare Uccellini, Kelly
di Vittorio Cagnoni

ed. Tipografia Piave, pagine 288

Se non ci fosse stato Kelly, ci sarebbero state le Aquile Randagie?

Poche figure come Giulio Cesare Uccellini (“Kelly”) hanno segnato la storia dello scautismo cattolico italiano. La funzione essenziale di Kelly nella storia dello scautismo è stata la sua guida delle Aquile Randagie.

È al momento dello scioglimento che la sua figura di leader emerge. Emergono prepotentemente il suo spirito, il suo stile, ma anche la sua gioia di vivere.

Giulio Cesare Uccellini era, in fondo, un bad weather man, un uomo per il tempo cattivo, che emerge e ispira gli altri nei periodi difficili.

BADEN – Vita e pensiero di mons. Andrea Ghetti
di Vittorio Cagnoni

ed. Tipografia Piave, pagine 584

Un’opera definitiva sul pensiero di Andrea Ghetti (“Baden”): una raccolta inesauribile che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni capo scout.

Il volume si compone di due parti: la prima è una dettagliata ricostruzione biografica, la seconda un’antologia ragionata dei suoi scritti, organizzata per tematiche e in ordine alfabetico. Oltre 500 pagine, che restituiscono fedelmente la vita, le opere, la personalità e il pensiero di Baden.

Il testo è ulteriormente impreziosito da una presentazione del Card. Dionigi Tettamanzi e da un’appendice dedicata all’approfondimento di OSCAR, l’organizzazione clandestina fondata da Baden e Kelly nel 1943 con l’obiettivo di espatriare in Svizzera i perseguitati del regime nazi-fascista, arrivando a salvare oltre 2.000 persone. Una storia di coraggio, che ogni scout dovrebbe conoscere.

Consigli per camminare sotto la pioggia

Tutti gli scout (e non solo) conoscono la massima di Baden-Powell, fondatore dello scoutismo, che così diceva: “Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento”. Questo è il primo vero consiglio per camminare sotto la pioggia.

Ma quando siamo in una situazione di cattivo tempo sappiamo veramente equipaggiarci adeguatamente? E per adeguatamente intendiamo non solamente le attrezzature da portare con sé ma anche tutte quelle precauzioni da avere prima di partire per una uscita scout, un trekking, una escursione all’aria aperta.

Ecco dunque alcuni consigli per camminare sotto la pioggia.

Sorridere e cantare anche nelle difficoltà: il miglior antidoto per camminare sotto la pioggia (in allegria!)

Lo dici la legge scout che lo scout sorride e canta anche nelle difficoltà e questo è il miglior consiglio per camminare sotto la pioggia. Per cui se il tuo campo o la tua uscita è sotto una pioggia torrenziale e un vento gelido la prima cosa da fare è di stare su di morale, non lamentarsi, ma vivere la bellezza del momento.

Anche la natura mentre piove è bella e sa regalarci scorci inusuali se solo la si osserva attentamente.

Per fare questo però è anche necessario essere preparati ad affrontare le difficoltà e dunque ecco i consigli per camminare sotto la pioggia.

Controllare sempre il meteo

Un buon scout sa quali sono i segni che il cielo ci fornisce per indicare i cambiamenti meteorologici: conoscere i comportamenti del cielo è utile per sapere come prepararsi per camminare sotto la pioggia. In tutti i modi esistono tanti siti e app (tanto gli smartphone ce li si porta anche in uscita scout…e allora almeno usiamolo bene) che permettono di conoscere le previsioni del tempo. Per essere però imparziali citiamo anche  il servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare o per chi come noi è in Emilia-Romagna il meteo che viene indicato dal sito dell’Arpae

Avere l’abbigliamento giusto: da capo a piedi

Un altro consiglio per camminare sotto la pioggia è che per fare escursioni con cattivo tempo bisogna usare la testa e partire dalla testa!. Per prima cosa assicuriamoci, se l’uscita è in uniforme, di avere il cappellone dell’uniforme: in pochi lo portano ma è un perfetto compagno di viaggio quando si tratta di pioggia non troppo forte.

Passando al torace ecco la necessità di avere con sé un kway, una giacca a vento o ancor meglio un poncho impermeabile. La differenza principale riguarda la copertura dello zaino: infatti molti degli zaini moderni hanno già un coprizaino impermeabile incluso, usando un kway o una giacca a vento non sarà necessario utilizzare il poncho.

Il poncho ha però un vantaggio che è quello di coprire anche la parte “scoperta” tra lo schienale dello zaino e la schiena: infatti in caso di forte pioggia si corre il rischio di bagnare la parte dello schienale dello zaino. Per cui consigliamo sempre l’acquisto di un poncho a meno che non si stia percorrendo un tratto di sentiero impervio o con boschi molto fitti per cui è necessario avere maggiore praticità con le gambe (il poncho infatti copre anche le gambe per cui in certi momenti può essere di impiccio).

La pioggia a volte porta con sé anche un cambio repentino di temperatura per cui è consigliabile avere nello zaino una felpa, un pile o un micropile che con peso e dimensioni contenute permette comunque una buona copertura termica del torace.

Come maglia o canottiera evitare il cotone che assorbe umidità e preferire indumenti tecnici che asciugano più velocemente. I pantaloni se si è in stagione estiva o primaverile si possono usare quelli corti oppure quelli lunghi con parte bassa staccabile.

Calze obbligatorie sempre quelle di ricambio e di tipo tecnico con rinforzi nei talloni in modo da evitare vesciche.

Scarponi sempre meglio usarne di impermeabilizzati (goretex è meglio se si progetta un utilizzo intenso nel tempo) e con una buona suola in Vibram

Lo zaino e il suo contenuto

E’ sempre consigliabile se si sta facendo un lungo trekking mettere i vestiti che sono nello zaino in sacchetti di plastica (o almeno di cotone): in questo modo anche se qualche goccia di pioggia dovesse entrare nello zaino almeno i vestiti di ricambio rimarrebbero asciutti.

Come pulire il sacco a pelo dopo un’ escursione

In un precedente articolo abbiamo spiegato come scegliere il sacco a pelo, ora invece ti spieghiamo come pulire il sacco a pelo dopo una escursione o dopo il tuo campo scout.

E’ necessario infatti, dopo ogni utilizzo, specialmente se per periodi prolungati, procedere ad alcuni piccoli accorgimenti utili per capire come lavare un sacco a pelo. Ecco qui un elenco delle attività di pulizia e manutenzione del proprio sacco a pelo.

Pulizia

Come prima cosa, per comprendere come pulire il sacco a pelo, è utile mettere il sacco a pelo steso all’aria aperta (ad esempio su uno stendipanni orizzontale) in modo che se è bagnato o umido possa asciugarsi. Se vi sono delle macchie di terra o fango è utile rimuoverle con un panno umido.

Lavaggio del sacco a pelo

Per conoscere come pulire il sacco a pelo uno dei passi fondamentali è quello che riguardo il lavaggio. Non è detto che il tuo sacco a pelo debba essere lavato tutte le volti che lo uso. Noi di Scout.coop ti consigliamo di lavarlo solamente quando l’hai usato per molto tempo, vedi che è sporco o sai che durante le escursioni hai sudato nel sacco a pelo.

Prima di lavarlo consulta attentamente l’etichetta che sta nel sacco a pelo: la ditta produttrice infatti ti darà tutte le informazioni utili, generalmente comunque un lavaggio a 30° con detersivo neutro, ampi risciaqui e una asciugatura all’aria è più che sufficiente.

Asciugatura del sacco a pelo

Ti consigliamo, come fase finale di questa miniguida su come lavare il sacco a pelo, di non utilizzare l’asciugatrice, specialmente nei sacchi a pelo in piuma. E’ sufficiente un’asciugatura all’aria aperta che evita così temperature alte dell’asciugatrice che possono rovinare i tessuti del sacco a pelo o la sua fodera.

Come riporre il sacco a pelo dopo il lavaggio

Se hai acquistato un sacco in piuma è utile riporlo in ambienti asciutti lontano dall’umidità senza comprimerli troppo in modo che l’imbottitura non rimanga a lungo schiacciata. Se invece hai acquistato un sacco a pelo con imbottitura sintetica il consiglio è di riporli fuori dalla propria custodia.

Per il lavaggio consigliamo il lavaggio in lavatrice a 30° con detersivo neutro e senza ammorbidente, ed asciugatura all’aria.

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